martedì 2 luglio 2019

Spaghetti aglio, olio e peperoncino per il piatto di mezzanotte


Il tema di questo luglio, che chiude i battenti della nostra rubrica per poi riaprirli a settembre, è "lo spaghetto nel piatto….a mezzanotte. Pertanto, questo mese troverete tantissime ricette regionali di piatti veloci realizzata, appunto, con lo spaghetto. Tante idee da realizzare in poco tempo e con pochi ingredienti.
Per la Campania non potevo non postarvi un nostro cavallo di battaglia regionale: gli spaghetti aglio, olio e peperoncino. Questo piatto è un classico delle spaghettate di mezzanotte, anzi, è anche quello che in genere chiude i lunghi pranzi di matrimoni e cerimonie varie. Ebbene sì, qui da noi dopo aver mangiato antipasti, primi, secondi e contorni fino a scoppiare, molto spesso si arriva alla mezzanotte e si propone lo spaghetto aglio, olio e peperoncino.

Non so in quanti avranno notato che sto pubblicando molto poco negli ultimi periodi. Anzi, approfitto per ringraziare tutti quei lettori che mi hanno scritto in privato chiedendomi cosa fosse successo. Ebbene, nulla di grave: il tempo è sempre meno e da quando mi sono trasferita nella casa nuova (con molto più spazio dentro e fuori) faccio fatica a cucinare, preparare set e post. Ecco perché negli ultimi mesi, le mie pubblicazioni si sono ridotte a sole tre al mese, per le rubriche di cui faccio parte.

Con il post di oggi anche il mio blog vi saluta e vi da appuntamento a settembre, sicuramente si riparte con la rubrica dell'Italia nel Piatto ma spero di trovare finalmente il tempo di pubblicare come prima e passare dalle mie colleghe blogger. 

Quindi, non mi resta che augurare a tutti voi una 
Felice Estate


Il successo di questo primo piatto è dovuto non solo alla sua bontà ma anche al fatto che è molto veloce da realizzare e si fa con ingredienti sempre presenti in dispensa: l'aglio, l'olio e il peperoncino. Molti usano anche del prezzemolo fresco, da aggiungere tritato a fine cottura. In effetti, anche io preferisco questa versione, ma in questo caso mi mancava il prezzemolo. 😅
Per quanto riguarda l'aglio, sta a voi se usarlo intero oppure tritato (io lo preferisco intero), mentre il peperoncino può essere fresco oppure macinato secco. Mi raccomando l'olio che deve essere extravergine di oliva e di qualità. Per il resto vi rimando ai miei consigli riportati nella ricetta  qui sotto. 


Spaghetti aglio, aglio olio e peperoncino 
Dosi per 4 persone
- 380 g di spaghetti (ma se siete persone voraci cuocetene di più)
- 2 spicchi d'agli
- 1 o 2 peperoncini freschi oppure del peperoncino essiccato
- Olio extravergine di oliva
- Sale fino
- Prezzemolo (facoltativo) 

- Portate a bollore l'acqua salata e tuffatevi gli spaghetti
- Mentre la pasta cuoce preparate il condimento
- Saltate l'aglio e il peperoncino (decidete voi se tritati o meno) nell'olio: fate attenzione che questi non brucino oppure l'oli diventerebbe amaro, un buon consiglio è quello di inclinare la padella in maniera che gli aromi cuociano immersi nell'olio.
- Proseguite a fiamma dolce fino a che non inizierete a sentire il buon profumo dell'olio insaporito con l'aglio, a questo punto aggiungete la pasta cotta con poca della sua acqua di cottura
- Mescolate il tutto per fare insaporire bene e  se lo preferite aggiungete il prezzemolo  tritato.
- Servite subito. 
Ed ecco altre proposte veloci delle regioni italiane

Trentino Alto Adige: Bigoi o spaghetti con le sarde 
Basilicata: Spaghetti alici e noci 




giovedì 20 giugno 2019

Brioche morbida con latte di avena


Ed eccoci a un nuovo appuntamento con gli amici del granaio, l'ultimo per questa estate, la nostra rubrica, infatti, va in vacanza e vi da appuntamento al primo giovedì di settembre per realizzare insieme tante ricette di lievitati.
So che fa caldo e accendere il forno di questi periodi non è una grande cosa. In realtà io ho una cucina grande e fresca e riesco ad accendere anche quando fa molto caldo. Pertanto, anche durante questo periodo, tempo materiale permettendo, infornerò pane, biscotti e torte.
Per oggi vi presento questa brioche morbidissima realizzata con il latte di avena. E' già la seconda che posto per questa rubrica, la prima la troverete qui. Le due ricette sono, naturalmente, diverse. Questa di oggi ha un impasto ancora più soffice.

Brioche morbida con latte di avena 

Dosi per 2 brioche in stampo da plumacake

Per il lievitino

- 100 g di farina manitoba

- 90 - 100 g di acqua

- 7 g di lievito di birra fresco 

Per l'impasto

- tutto il lievitino

- 500 g di farina (metà manitoba e metà 00)

- 80 g di zucchero semolato

- 250 g di latte di avena 

- 100 g di burro a temperatura ambiente (per me delattosato) 

- Un pizzico di sale

 

Prepariamo il Lievitino 
- Mescolate gli ingredienti per il lievitino in una ciotola, coprire con pellicola e lasciar riposare 40 minuti (l'impasto deve gonfiare e fare molte bollicine)

- Trasferire tutti gli ingredienti, tranne il burro, nel cestello della macchina dell'impastatrice e azionare la macchina, come la massa sta insieme aggiungere il burro, un cucchiaio alla volta, facendo attenzione che il primo sia stato ben assorbito prima di inserire il secondo.

- Impastare bene per ottenere un panetto morbido e omogeneo e lasciar lievitare 3/4 ore.

- Riprendere l'impasto, sgonfiarlo dolcemente con i pugni su un piano leggermente infarinato, ripiegando a libro una sola volta, quindi confezionare le brioche nella forma voluta.

- Lasciar lievitare tutta fino a che la pasta abbia raggiunto il bordo dello stampo, quindi pennellare con latte, cospargere con i granelli di zucchero e infornare in forno già caldo a 170°C fino a doratura (circa 20 minuti per queste forme)



Ed ecco le altre ricette nel paniere di oggi 
Carla  focaccia con cicoria stracchino e speck 
Monica: Ciappe 
Sabri Pane alle carote  
Simo Pane delle vacanze (mix di farine e lievito madre)  
Zeudi Focaccia allo yogurt 


giovedì 6 giugno 2019

Filone di pane veloce con farina di tipo 1


Eccoci a un nuovo appuntamento con gli amici del Granaio per scoprire quali sono i lievitati dolci e salati nel paniere di questo giovedì. 
Quando mi capita di non avere pane in casa faccio sempre un impasto veloce utilizzando il lievito di birra disidratato. Ovvio che preferisco il pane con lievito madre ma non sempre, tra le mille cose da fare, riesco a farlo. In ogni caso, questo pane veloce con lievito disidratato è comunque un ottimo prodotto che, tra l'altro, si conserva meglio di quello comprato al supermercato.


Filone di pane veloce con farina di tipo 1
Fonte ricette modificata: La magia del forno di Paul Hollywood

Dosi per 3 piccoli filoni
- 300 g di farina di tipo 1
- 7 g di lievito di birra disidratato
- 7 g di sale fino
- 200 ml di acqua a temperatura ambiente

- Versate la farina e il lievito  nella ciotola dell'impastatrice e addizionate i 3/4 dell'acqua.
- Sciogliete il sale nel resto dell'acqua
- Iniziate a impastare a come la pasta sta insieme unire il resto dell'acqua un poco alla volta.
- Fate lavorare la macchina a velocità 1 per almeno 10 minuti, poi trasferite la pasta in contenitore unto e coprite con pellicola per alimenti.
- Lasciate lievitare fino a raddoppiare (circa 1 ora).
- Rovesciate l'impasto su un piano leggermente infarinato e fate le pieghe a libro, in modo delicato, tirando i lembi della pasta e portandoli al centro, in questo modo intrappolerete l'aria nell'impasto.
- Dividete la pasta in tre pezzi e formate i filoni: sempre molto delicatamente, senza schiacciare l'impasto, fate rotolare ogni pezzo con le mani sul piano di lavoro e tirate le estremità per allungarlo.
- Sistemate i filoni su una teglia rivestita con carta forno e coprite con un panno pulito.
- Lasciate lievitare ancora per 1 ora, poi fate dei tagli sulla superficie dei pani, polverizzateli con la farina e infornateli, nel forno già caldo, a 220 °C  per 20-25 minuti.



Ed ecco le altre ricette che troverete nel paniere di questo giovedì
Carla:  pane al rosmarino con limone e zucchine  
Monica: Focaccia con le cipolle 
Sabri Panbrioche al cocco, senza burro  
Simo Panbauletto semidolce al farro integrale, miele e cacao  
Zeudi Mafaldine siciliane

domenica 2 giugno 2019

Sartù di riso: la ricetta storica e la sua origine


Ed eccoci a un nuovo appuntamento con le ricette dell'Italia nel Piatto. Per questo mese vi proponiamo il tema "la ricetta storica" cioè una nota preparazione culinaria dei giorni nostri che nasce dal lontano passato, spesso anche grazie a influenze dei popoli stranieri presenti in Italia. 
Per la Campania ho preparato il sartù di riso, una ricetta tipica della cucina partenopea, che trasforma del semplice riso in un piatto ricco di sapori.


L'origine del sartù di riso
(fonte: la cucina napoletana in cento ricette tradizionali a cura di Maria Giovanna Fasulo Rak) 

Il riso fu importato in Italia dalla Spagna, verso la fine del XIV secolo. A Napoli questo alimento non fu inizialmente apprezzato, perché considerato poco appetibile. Tra il 1680 e il 1715 le arti, i gusti, le scienze e le mode del nord-ovest europeo iniziarono a prevalere su quelle del centro-sud. Ben presto la cucina francese fece sentire la sua influenza anche qui in Italia e nel regno di Napoli. 
Napoli divenne luogo di confronto delle grandi cucine europee dopo il 1768, data del matrimoni di Ferdinando IV di Borbone con Maria Carolina d'Austria, la quale impose a corte il gusto francese, imitata dall'aristocrazia e dalla grande borghesia del tempo. Nelle cucine di corte e di quelle aristocratiche iniziarono a lavorare i cuochi francesi, chiamati monsierus, e in pochi anni presero nome francese alcune pietanze tipiche napoletane come il ragù, il gattò e i crocchè.
Il Sartù di riso nasce proprio in questi anni, con l'intento da parte di questi cuochi francesi di rendere più appetibile questo alimento ai napoletani. Il riso fu arricchito con altri ingredienti più gustosi, come il sugo di pomodoro, le melanzane fritte, i piselli e la carne. Negli anni questa ricetta si è molto evoluta, con l'aggiunta di ingredienti nuovi. Ad oggi si contano decine di versioni del sartù di riso nelle famiglie napoletane, che si sono adattate negli anni ai gusti e ai desideri dei commensali. 


Sartù di Riso
- 300 g di riso
- 1 piccola scamorza passita
- Brodo vegetale o di carne quanto basta per cuocere il riso
- Formaggio grattugiato per condire il riso
- 70 g di pancetta affumicata
- 200 g di piselli
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 1/2 cipolla
- Sale
Per la salsa di pomodoro
- 1 litro di salsa di pomodoro
- 1 cipolla
- Qualche foglia di basilico fresco
- olio extravergine di oliva
Per le polpette
- 300 g di macinato fresco di vitello
- 1 uovo
- 50 g di formaggio grattugiato
- sale
- pepe
- Pangrattato quanto basta
- Olio per friggere

Prepariamo la passata di pomodoro
- Versate tutti gli ingredienti in un tegame (io non soffriggo la cipolla ma le metto intera) e fate addensare la salsa per almeno 30-40 minuti a fiamma dolce, rimestando ogni tanto.
Prepariamo le polpette
- Lavorate il macinato con tutti gli ingredienti.
- Aggiungente il pane grattugiato per ottenere un composto che sta insieme, ben amalgamato ma ancora morbido
- Formate le polpettine e friggetele in olio bollente
- Tenete le polpettine da parte

Prepariamo il condimento
- In un padellino soffriggete la mezza cipolla tritata nell'olio caldo, poi addizionate la pancetta (oppure del cotto a dadini o la salsiccia fresca sbriciolata) e fate soffriggere bene.
- Aggiungete anche i piselli, salate e pepate e lasciate insaporire alcuni minuti

Prepariamo il riso
- Preparate il riso come un normale risotto, usando il brodo di carne o quello vegetale.
- Una volta cotto, conditelo con la passata di pomodoro e del formaggio fresco grattugiato
- Imburrato e polverizzate con il pangrattato uno stampo a ciambella, poi versate metà riso nello stampo, pressando bene
- Formate un incavo al centro e versate le polpettine fritte, i piselli con la pancetta e la scamorza tagliata a dadini
- Coprite con il riso rimasto e cospargete con il pangrattato
- Infornate il sartù a 200°C per circa 20n minuti


Nota
- Il sartù di riso può essere preparato anche con uova sode, salsiccia fresca, salame stagionato, prosciutto crudo e fegatini di pollo.


Ed ecco le ricette storiche delle altre regioni

Valle d’Aosta: Nodle unt rifla, la pasta di Gressoney
Piemonte: Pollo alla Marengo
Liguria: torta di porri del genovesato  
Lombardia: Costolette di Asparagi, ricetta di Casa Savoia
Trentino Alto Adige: Basini de Trent
Veneto: La zonclada, dolce di ricotta e frutta secca medioevale
Friuli Venezia Giulia: Gnochi de pan triestini
Emilia Romagna: Cappellacci di zucca ferraresi
Toscana: Il papero alla melarancia ovvero l’anatra all’arancia
Marche: Ciambellone della Trebbiatura  
Umbria: Strascinati di Cascia
Lazio: Saltimbocca alla romana
Abruzzo: Ferratelle  
Puglia: Ciceri e tria  
Basilicata: La cialledda: acquasale fredda
Calabria: Nepitelle
Sicilia: Caponata di Melanzane e Pesce
Sardegna: Cassola de Pische Catalana  


Italia nel piatto: https://litalianelpiatto.blogspot.com/2019/06/la-ricetta-storica-antichi-sapori-da.html



giovedì 16 maggio 2019

Pan Bauletto con latte di Soia


Eccoci con il nostro consueto appuntamento con il gruppo del "Granaio". Nel paniere di questo secondo giovedì troverete, tra le altre proposte, questo pan bauletto realizzato con latte di soia, senza uova e senza grassi animali. Un lievitato facilissimo da realizzare ma, soprattutto, leggero e adatto agli intolleranti. 
Il pan bauletto con latte di soia si mantiene bene per diversi giorni, avvolto in pellicola per alimenti, ed è ottimo con la marmellata, la nutella ma anche mangiato tal quale. 


Pan Bauletto con latte di soia 
Dosi per un pan bauletto
- 300 g di farina Manitoba
- 150 ml circa di latte di soia
- 40 g di olio di semi
- 25 g di zucchero semolato
- 5 g di sale fino
- 7 g di lievito di birra fresco

- Sciogliete il lievito di birra con un 1 cucchiaino di zucchero preso dal totale
- Versate la farina nel cestello dell'impastatrice, fate un buco al centro e aggiungete tutti gli ingredienti
- Iniziate a impastare: dovrete ottenere un impasto morbido, omogeneo e ben incordato; se necessario aggiungete ancora poco latte di soia
- Spegnete la macchina, coprite con un panno e lasciate lievitare fino a triplicare
- Riprendete la pasta, sgonfiatela delicatamente, fate un paio di pieghe dando la forma, poi riponete in uno stampo da plum cake, rivestito con carta forno
- Coprite con pellicola per alimenti e lasciate lievitare al caldo fino a che la pasta raggiungete il bordo dello stampo.
- Togliete la pellicola e pennellate il pasta con il latte di soia
- Infornate, in forno già caldo, a 170°C per circa 30 minuti.



Ed ecco le altre ricette nel paniere di oggi 
Monica: Pizza con patate 


venerdì 3 maggio 2019

Pizzette al formaggio


Per questo primo appuntamento di maggio con il gruppo del Granaio vi posto queste piccole pizzette al formaggio. Ottime per una festa, un aperitivo ma anche per una cena sfiziosa o per la merenda dei più piccoli. 
Queste pizzette si gustano da sole oppure abbinate a salumi e formaggi. 


Pizzette al formaggio 
- 500 g di farina 00
- 3 g di lievito di birra (oppure una bustina di lievito per pizze disidratato)
- 10 g di sale
- 2 cucchiai abbondanti di formaggio grattugiato
- 250-270 ml di acqua
- 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
Per la farcia
- Passata di pomodoro
- olio extravergine di oliva
- Formaggio grattugiato a piacere (grana o pecorino)
- Origano (facoltativo)

- Sciogliete il lievito di birra in poca acqua tiepida
- Versate la farina nella ciotola dell'impastatrice, aggiungete il lievito sciolgo nell'acqua, l'olio e 200 ml di acqua
- Iniziate a impastare e come la massa sta insieme, addizionate il sale sciolto in 50 ml di acqua
- Continuate a impastare, se server aggiungete altra acqua: dovrete ottenere un pasta morbida ed elastica
- Spegnete e lasciate lievitare fino a triplicare*
- Preparate il condimento mescolando olio, passata di pomodoro e origano
- Riprendete l'impasto, formate le pizzette (della grandezza che volete), spalmate sopra 1 cucchiaio e 2 di passata di pomodoro condita e completate con una bella spolverata di formaggio grattugiato
- Infornate in forno caldo a 190°C fino a cottura

Note
* Se usate il lievito disidratato in 1 o 2 ore circa l'impasto sarà triplicato, invece, con le quantità di lievito di birra che ho usato io ci vorrà qualche ora in più.



Ed ecco le ricette delle altre amiche blogger
Carla focaccia con farina multicereali alle cipolle    
Monica: Torta cioccolato e cocco 
Sabri Torta all'acqua e cacao 
Simo: Pane integrale e semi misti (con esuberi di lievito madre)

Zeudi Torta sette vasetti salata con piselli pecorino e menta 


giovedì 2 maggio 2019

Crostatine con la confettura di Mela Annurca Campana


Questo mese l'Italia nel Piatto vi propone vi propone il tema "La ricetta perfetta", che sarà, in base alla regione che visiterete, una preparazione della tradizione culinaria locale oppure una ricetta realizzata con un ingrediente tipico regionale. 

Per la Campania vi propongo delle crostatine realizzate con la confettura di Mela Annurca Campana.
Perché perfetta??? Perché trovo che la mela annurca è buonissima mangiata tal quale ma trasformata in confettura è una vera goduria e nelle crostate è una delizia dal sapore incredibile. 
La mia confettura è rigorosamente fatta in casa, con le mele del nostro orto, totalmente Bio, perché non trattate con nessuna sostanza chimica. 
In realtà facci piccole quantità di confettura e la consumo entro i sei mesi. Infatti, una volta raccolte, le nostre mele si conservano per fino a maggio, quindi ho il prodotto sempre fresco a disposizione. Quelle che vedete nella foto (mosce e malandate) sono le ultime della stagione scorsa, poi ci toccherà aspettare settembre, per gustarle nuovamente. 


La Mela Annurca Campana
La mela Annurca Campana, o Melannurca, è una varietà di mela particolarmente pregiata per le sue qualità organolettiche. 
La sua raccolta avviene a partire da settembre, quando il frutto è ancora acerbo e inizia appena a colorare. Una volta raccolte, le mele sono sistemate all'aria, su filari di paglia chiamati "porche", sotto tettoie realizzate con reti a maglie strette. Durante i successivi 15 giorni le mele matureranno al sole, acquisendo il loro caratteristico colore rosso. Per consentire una maturazione omogenea, il frutto deve essere rigirato più volte durante questo periodo. 
La mela Annurca ha un sapore acidulo, è fresca e succosa, ricca di sostanze nutritive e benefiche, in particolare, contenute nella sua buccia. 


Crostatine con la confettura di Mela Annurca Campana
Per la frolla
- 250 g di farina 00
- 130 g di burro freddo a pezzi
- 100 g di zucchero semolato
- 3 tuorli d'uovo
- un pizzico di sale
- La buccia grattugiata di un limone biologico
E ancora
- un vasetto di confettura di mela annurca (più sotto la ricetta)

- Impastate insieme il burro con la farina fino a ottenere un composto simile al pangrattato
- Fate la fornata e mettete al centro i tuorli, lo zucchero, la buccia del limone ed il sale
- Impastate per amalgamare il tutto e se occorre aggiungete 1 o 2 cucchiai di acqua fredda.
- Quando il panetto sarà omogeno, avvolgetelo in pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti
- Riprendete il panetto e stendetelo su un piano leggermente infarinato
- Imburrate infarinate gli stampi per crostatine
- Rivestite gli stampi con la frolla e tagliate le parti in eccesso
- Distribuite la confettura negli stampi e fate le strisce con la frolla in esubero
- Infornate a 180°C, in forno giù caldo, per circa 18 minuti (devono colorare sopra)



Vi lascio qui la ricetta della mia confettura di mele annurche che realizzo con mele ben mature nel periodo di ottobre/novembre
- 1 Kg di mele annurche 
-  800 g di zucchero semolato
- il succo di un limone biologico 

- Lavate e tagliate le mele a spicchi ed eliminate il torsolo con i semi (io lascio la buccia)
- Riducete le mele a tocchetti e trasferitele nella casseruola con lo zucchero e il succo di limone
- Fate cuocere la confettura, a fiamma dolce, fino alla giusta densità e se la volete più omogenea la potete frullare a fine cottura con un mixer a immersione.
- Durante la cottura rigirate spesso la confettura ed eliminate la schiuma che si formerà con una schiumarola.
- Il tempo di cottura necessario per questa confettura è di 2-3 ore. 
- Invasate la confettura ancora bollente in vasetti precedentemente sanificati, chiudete e lasciate raffreddare. 
- Procedete alla pastorizzazione a bagnomaria per almeno 20 minuti dal bollore. 
- Lasciate raffreddare i vasetti in acqua poi tirateli fuori e fateli asciugare bene prima di etichettarli.
- Consumate entro 6 mesi. 
- Attenzione: le confetture devono cuocere per il tempo necessario per garantirvi la corretta conservazione ed evitare la formazione di agenti patogeni. Soprattutto con la mela diffidate di prodotti gelificanti in commercio, che riducono i tempi di cottura ma non vi garantiscono una corretta conservazione del prodotto. 


Ed ecco le altre ricette
Valle d’Aosta: Crocchette di fontina Piemonte: Risotto al castelmagno, nocciole e miele 
Liguria: frittata di asparagi violetti allo zafferano   
Lombardia: Flan di spinaci, ricotta e raspadura 
Trentino:Crepes allo speck e funghi   Veneto: cannoli di mais agli asparagi bianchi di Bassano
Friuli-Venezia Giulia: Ravioli verdi con robiola e speck su fonduta di Formadi Frant
Emilia Romagna: Dolce di ricotta al miele con fragole all’Aceto Balsamico di Modena  
Toscana:  Zuccotto al lampredotto
Marche: Confettura di fragole e anice verde di Castignano  
Umbria: Insalata di lenticchie di Castelluccio di Norcia e asparagi
Lazio: Ravioli ripieni di fave e pecorino profumati di mentuccia
Molise: Gnocchi asparagi e tartufo su fonduta di caciocavallo
Campania: Crostatine con la confettura di mela Annurca Campana
Puglia: Polpo arrosto alla graffiodde su crema di sedano e patate con briciole di pomodori secchi
Basilicata: Orecchiette con fagioli, erbette di campo e peperoni cruschi
Sicilia: Capuliato Siciliano il Pesto di Pomodori Secchi
Sardegna: Panini al latte e miele con caprino e Confettura di fichi neri di Chia ,polvere di crudo di Barbagia e noci


giovedì 18 aprile 2019

Brioche con latte di avena e farina di arance, ricetta senza uova


Ed eccoci al nostro secondo appuntamento del mese con il gruppo del Granaio, che ogni volta vi propone tantissime ricette di lievitati dolci e salati. 
Per questo giovedì vi presento le mie brioche con latte di avena, realizzate con la mia solita ricetta che cambio di volta in volta nei miei continui esperimenti sui lievitati. 
In queste brioche mancano le uova e il latte vaccino è stato sostituito da quello di avena. Il burro (nel mio caso delattosato) è presente ma mi riprometto di provare questa ricetta con un olio leggero. Poi vi farò sapere.
Tra gli ingredienti è presente la farina di arance che ho auto prodotto con il mio essiccatore, una componente che ha dato ancora più sapore e profumo a queste brioche. Se non ne avete potrete sostituirla con la buccia di un agrume oppure sotto forma di essenza per pasticceria. 



Brioche con latte di avena e farina di arance
Dosi per 10 piccole brioche
- 260 g di farina Manitoba
- 1 cucchiaio da cucina colmo di farina di arance
- 150 ml di latte d'avena
- 50 g di burro delattosato
- 50 g di zucchero semolato* (se le preferite più dolci aumentate queste dosi)
- 1/2 bustina di lievito per torte salate

Procedimento
- Nel cestello dell'impastatrice inserite il latte, le farine, il lievito e lo zucchero
- Azionate la macchine e come gli ingredienti stanno insieme, aggiungete il burro a temperatura ambiente.
- Fate impastare bene, fino a ottenere un panetto morbido e omogeneo
- Spegnete, coprite e lasciate lievitare fino al raddoppio
- Successivamente, riprendete la pasta, stendetela a cerchio con un mattarello su un piano leggermente infarinato e intagliate degli spicchi, poi arrotolateli a formare dei cornetti
- Se preferite delle pagnottelle, allora prendete dei piccoli pezzi di impasto e fate delle palline.
- Lasciate riposare le brioche per circa 40 minuti, poi pennellate con latte di avena e infornate a 170°C per circa 15 minuti (anche meno)
- Le brioche sono pronte quando iniziano a colorare.


Note
- * Queste quantità di zucchero sono l'ideale se dovrete farcire le brioche con confetture o creme. A me piacciono così anche naturali però in famiglia qualcuno le ha trovate poco dolci. Pertanto, regolatevi voi: se preferite delle brioche dolci aumentate le dosi a circa 70 g.
- Potrete impastare a mano formano la fontana con gli ingredienti secchi e ponendo al centro quelli liquidi. Impastate per almeno 10- 15 minuti finché l'impasto non è ben incordato.
- Le brioches si conservano bene per circa due giorni. 

Ed ecco le altre ricette che troverete nel paniere di questo giovedì
Simo: Colomba Morandin (al mandarino)  

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